Chi uccise Elisa Claps si accanì sul suo corpo dopo la morte: lo sostiene
"Tali soluzioni di continuità sono state verosimilmente realizzate con l'intento di accedere al corpo della vittima dopo
La Sacchi fornisce anche una dettagliata descrizione dei diversi tagli riscontrati sugli abiti di Elisa:
"Il reggiseno è stato tagliato lungo la porzione mediana che divide le due coppe, dal basso verso l'alto. Lo slip è stato tagliato verticalmente lungo il fianco destro. Il top è stato tagliato verticalmente dal fianco sinistro fino alla zona del decoltè, o viceversa. Il pantalone è stato tagliato dal bordo inferiore della gamba destra, fino all'interno della tasca destra, arrivando quasi all'altezza dei passanti. Il pantalone è stato poi tagliato dall'alto verso il basso, posteriormente, a partire dal margine superiore fino a dietro la coscia destra. Verosimilmente quest'ultimo taglio è avvenuto per secondo. Sulla coppa sinistra del reggiseno è riconoscibile una soluzione di continuità attribuibile a una lama monotagliente. Sulla porzione posteriore del top sono riconoscibili da
Anche i clasti (sassolini) inseriti nel solco del tacco di Elisa Claps sono stati analizzati da Eva Sacchi nella perizia merceologica:
''la posizione dei clasti profondamente inseriti nei solchi del tacco fanno presumere che tale collocazione possa essere stata raggiunta durante la normale locomozione, e fanno ritenere che essi avrebbero causato un sensibile fastidio nella normale deambulazione. Si ritiene quindi altrettanto probabile che l'inserimento del clasto nel tacco sia avvenuto nel sottotetto durante l'ultimo intervallo di vita della vittima''. Al perito il gip aveva chiesto di procedere ad accertamenti tecnici anche sulle travi segate proprio sopra il `giaciglio' in cui è stato riposto il cadavere: quella feritoia ricavata nel sottotetto, servita a far disperdere i miasmi. La Sacchi scrive in proposito che la apertura sarebbe stata praticata con un "cacciavite spaccato di piccole dimensioni". ''Il numero elevato delle tracce, la presenza anche in corrispondenza delle tavole su cui poggiano le tegole fanno pensare a operazioni condotte frettolosamente e senza metodo''.
Per quanto riguarda il bottone rosso trovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza ''in prossimità del cadavere'' di Elisa Claps, per la perizia merceologica di Eva Sacchi può essere appartenuto all'abito di un cardinale. Il bottone non è compatibile con quelli dell'abito talare di Don Mimì Sabia. Però proprio quell'abito fa supporre, infatti, a chi lo ha analizzato, che i bottoni siano stati sostituiti.
''Ammettendo l'appartenenza del bottone a un abito talare, dato il particolare tipo di rosso, rosso ponso' - scrive il perito -, ammettendo che il colore , (cosa verosimile data la composizione della fibra), non abbia subito una variazione, il bottone potrebbe essere appartenuto ad un abito cardinalizio''. ''I bottoni dell'abito talare cardinalizio trovati in un armadio dei locali della chiesa della Santissima Trinità non sono compatibili da un punto di vista strutturale con il bottone trovato nel sottotetto'', sottolinea poi il perito, che aveva appunto il compito di analizzare l'abito del parroco. Tuttavia, conclude la Sacchi, ''le condizioni dell'abito, usurato e più volte riparato, e l'ottima condizione dei bottoni fanno ritenere possibile che i bottoni siano stati sostituiti''.
Nell'ambito del secondo incidente probatorio sono stati consegnati ai nuovi periti, nella sede del Racis di Roma i reperti per le operazioni peritali sul Dna. Erano presenti il comandante del Ris Di Parma Giampietro Lago e il maggiore Andrea Berti del Ris di Roma, ai quali l'incarico è stato conferito dal gip di Salerno Attilio Franco Orio, e




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