venerdì 22 ottobre 2010

Dal diario del marchese Camillo Casati: "Sono preoccupato. Anna continua a starsene in disparte e a mostrarsi scontrosa e immusonita"

Anna Fallarino e Camillo Casati Stampa



Quelle che seguono sono alcune pagine del "diario" del marchese Camillo Casati Stampa, marito di Anna Fallarino. La vicenda dei coniugi Casati suscitò molto scalpore, ma è tornata d'attualità recentemente. Il marchese, infatti, aveva una immensa fortuna e tra le varie residenze di cui era proprietario c'era la villa di Arcore, oggi di proprietà di Silvio Berlusconi.
Il 30 agosto del 1970, Camillo Casati uccise sua moglie e Massimo Minorenti, amico e amante di Anna Fallarino. Ma non si trattò del solito "tradimento". Dietro una apparente vita sociale agiata, scandita da ricevimenti, feste e vacanze in luoghi esclusivi c'era molto altro.
Avvertenza: il linguaggio utilizzato dal marchese nel suo diario è decisamente esplicito.

Siamo tornati a Roma da appena due giorni e la mia amata Anna continua a starsene in disparte e a mostrarsi scontrosa e immusonita.
Oggi io e lei abbiamo fatto una bella camminata lungo una spiaggia semideserta di Focene. È una nostra gradevole scoperta risalente a qualche anno fa, meglio di Ostia dove bisogna rintanar­si in cabina.
È un luogo poco frequentato perché è fuori mano e conosciuto da pochissime persone.
La sabbia in alcuni punti dove forma delle dune è coperta da un po’ di vegetazione, di modo che se uno si vuole spogliare o sì vuole appartare può farlo tranquillamente senza essere visto da nessuno.
Mia moglie era splendida più che mai, camminava davanti a me con il seno superbo scoperto e un piccolo perizoma che le copriva il sesso. Adoro guardare da dietro la sua andatura con l’elegante falcata delle gambe e il movimento basculante delle sue natiche. È come un cavallo di razza nato e fatto per vincere e per essere ammirato, non mi stancherò mai di desiderarla.
Ogni tanto si girava per rassicurarsi che la seguissi e mi sorrideva.
Dopo circa mezz’ora si è messa al mio fianco per parlarmi di una casa che le piacerebbe acquistare in Costa Azzurra a Juan le Pins.
Basta con l’Ve du Levant! – mi ha detto – Quel posto banale dove tutti praticano nudismo e si può solo guardare gli ammen­nicoli degli altri, mi ha stancata e da quanto ho capito ha stufato anche te. Facciamoci costruire una villa tutta per noi e stiamocene un po’ per conto nostro. Sarebbe ora!
Presa dalla foga del discorso e delle risate, faceva ondeggiare con grazia sulle spalle i lunghi capelli scuri come l’ebano. La sua bellezza quando è felice diventa luminosa, accecante. Lei sembra­va felice e io, a mia volta, mi sentivo felice del privilegio di posse­dere una tale meravigliosa creatura. Poi, proprio quando ci siamo seduti per riposare, ci sono passati davanti quattro avieri. Quattro ragazzi molto giovani e nemmeno tanto male.
Ho fatto un cenno d’intesa ad Anna, ma lei si è girata visibil­mente seccata dall’altra parte, facendomi capire di non avere nes­suna intenzione di assecondarmi.
Oggi no, no – mi ha detto con occhi supplici – ti prego! Fammi questa grazia! È una giornata stupenda, non me la rovinare. L’ulti­ma volta, qui, con quel bagnino da due soldi, quel ragazzetto con il costumino a fiori gialli ti ho accontentato, ma oggi lasciami in pace. Se proprio ti va facciamo l’amore noi due, io ti amo davvero e desidero te da solo, non è possibile cercare unavolta tanto di essere una coppia normale?
Noi siamo una coppia normale – le ho confermato – io, però, a differenza della maggioranza degli stupidi e ipocriti borghesi, so come fare a rompere la monotonia dell’esistenza. Il sesso banale non fa per noi. Noi due siamo individui straordinari e privilegiati, te ne rendi conto? Mi sembrava che tu, da brava compagna ideale che mi sono scelto, l’avessi capito da un pezzo. Invece da un po’ di tempo ti diverti a fare le bizze, anche se sai che se non mi accontenti sarò costretto a non farti passare il tuo prossimo mensile. Tu personalmente non hai bisogno di soldi perché ogni cosa che ti è indispensabile te la faccio comprare o pagare dal nostro amministratore. Ma il denaro liquido ti serve per farti grande agli occhi del prossimo e soprattutto per passarlo a tua madre. Non capisco perché ti ostini a volerla foraggiare, quando tu stessa ti lamenti della trascuratezza che ha mostrato nei tuoi con­fronti”.
Le parole magiche, come sempre, hanno sortito il loro effetto. Anna si è sfilata il tanga e si è stesa lunga su un accappatoio az­zurro di spugna a cosce divaricate coprendosi il viso con le mani. lo mi sono alzato e ho chiamato vicino a me gli avieri che si erano fermati come paralizzati a guardarla. Quando hanno capito che li invitavo a fare sesso con lei mi hanno guardato a bocca aperta, non ci credevano, pensavano che li prendessi in giro.
Allora ho tirato fuori dal portafoglio un bel po’ di soldi e ho offerto trentamila lire a ognuno di loro dicendo: “Di solito siete voi che dovete pagare per scopare con le prostitute, ora, invece, siete talmente fortunati da essere pagati per farvi una delle più belle donne del mondo, quando lo racconterete ai vostri amici nessuno ci crederà. Su! Potete farlo senza il cappuccio, mi sembrate in sa­lute! Su! Su! Svelti, svelti. Chi è il primo?
Erano timidi, il più giovane avrà avuto nemmeno vent’anni e forse qualcuno di loro era la prima volta che faceva l’amore. Dopo qualche tentennamento si sono decisi e si sono fatti avanti, in or­dine uno dopo l’altro, non hanno avuto nemmeno il coraggio di spogliarsi, si sono limitati a abbassarsi i pantaloni o a aprime solo la patta. Avevano dei bei membri dritti e, anche se inesperti, ce l’han­no messa tutta! Come gli davano giù e come pompavano!
Uno ha provato a baciarla e lei gli ha sputato in faccia, comun­que il rifiuto sdegnoso non l’ha scoraggiato e non le si è scollato fino a quando non ha terminato.
L’ultimo, un giovincello biondino e riccetto dalla faccia innocen­te che faceva pensare a un cherubino, non la finiva più e quando si è staccato da lei, dopo essere abbondantemente venuto, era anco­ra barzotto. Allora io con un cenno l’ho sollecitato a rimetterglielo dentro e lui ha ricominciato daccapo strizzandole le sise.
Che fregola! Dio! Che gusto! Alla fine gli avieri si sono messi a posto e se ne sono andati.
Anna piangeva raggomitolata sulla sabbia, sporca e scomposta e quanto era desiderabile! Ero così eccitato che invece di mastur­barmi e di venire con le mie mani, come mi piace spesso fare, mi sono tolto i bermuda e l’ho posseduta a lungo, fortemente e prepotentemente e ho goduto nella sua vagina aperta e lubrificata dallo sperma di coloro che l’avevano presa prima di me.
Dio! Le sensazioni divine che ho provato non sono in nessun modo descrivibili! Poi mi sono dato da fare a consolarla, dicendole che l’amavo e che erano proprio queste cose che me la facevano amare ancora di più.
Ma lei non intendeva ragione, ha continuato a piangere e non, la faceva finita, tanto che, visto che non mi riusciva di quietarla in nessun modo e con nessuna promessa, mi sono stancato e l’ho riportata a casa...

Sono preoccupato. Avevo deciso di andare a caccia in Jugosla­via e lei si rifiuta di accompagnarmi, poi le ho proposto di venire con me dai Marzotto sempre per una battuta di caccia all’anatra e mi ha risposto che preferiva rimanere a Roma per riflettere. Su che cosa e su chi dovrà mai riflettere? Secondo me le ha fatto male la compagnia di quel capellone sciroccato. Magari le avrà messo in testa qualcuno di quegli stupidi principi di rivendicazione femmini­le che hanno fatto sì che le donne prendessero posizione contro i maschi e lei si vuole emancipare. Ridicolo!
Da giorni non fa altro che dirmi che con quello che l’ho co­stretta a subire negli ultimi mesi sono arrivato al punto di destare in lei ribrezzo, che ho superato i limiti, che è stanca e che, se non la lascio in pace, vuole andarsene.
Prima, ogni tanto, quando era di malumore, mi diceva che approfittavo di lei e che avrebbe voluto lasciarmi, ma erano solo chiacchiere. Dopo la sfuriata e qualche urletto si rasserenava, io le facevo un bel regalo e tutto si esauriva lì.
Ma questa volta la vedo e la sento diversa, è troppo determinata! lo vorrei che fosse felice con me come lo sono io perché io la amo. Lei con la sua bellezza, la sua sensualità e la sua accondiscen­denza mi ha fatto provare delle sensazioni talmente forti e indi­menticabili alle quali non potrei rinunciare per nessuna ragione al mondo.
Non riesco a credere che si ribelli per amore o per suggeri­mento di uno sbarbatello come Massimo, ma non si può mai dire. Lei non può, non deve amare un altro e non può andare via. lc sono e devo rimanere l’unico suo uomo.
Non posso rinunciare a lei, ho già programmato nuovi esperi­menti sessuali che ci riempiranno piacevolmente la vita.
Pochi giorni fa mi hanno presentato una cantante lirica, una donna di classe, con una gran capigliatura ondulata rosso tiziano naturale e mi sono già messo d’accordo con lei per una sua pre­stazione a casa mia. Non vedo l’ora di poterla vedere lei così fulva di capelli e lattea di carnagione nuda accanto alla bellezza bruna di mia moglie, tutte e due stese su lenzuola di seta nera.
Comunque sia, di una cosa sola sono certo, che Anna è mia, sono io che l’ho forgiata, è una mia creatura e non posso pensare a un futuro da trascorrere da solo o con un’altra donna.
Nessuna, nessun’altra è come lei. Nessuno me la può allonta­nare, nessuno me la può rubare.
Devo farglielo capire meglio, il mio è un grande amore e non potrei mai rassegnarmi a perderla. Dio! come vorrei che riuscisse a capire a fondo i miei sentimenti.
Se solo riuscissi a farle sentire che cosa vuoi dire amare qual­cuno per quello che è, mi accetterebbe, come io ho accettato lei, e il nostro amore così speciale, così unico, sarebbe salvo, potrebbe diventare adamantino, indistruttibile, eterno.
Ma per rendere un amore eterno, forse non basta accettare o “amare per amore dell’amore”, forse si deve andare oltre, supe­rare i limiti limitanti della vita e passare attraverso le soglie della morte.

9 commenti:

  1. Queste pagine hanno un fascino perverso a cui non ci si può sottrarre... Suscitano repulsa ma anche attrazione,perchè si sostanziano di sesso morboso, malato ma anche di passione sfrenata, alla cui attrazione gli animi più romantici difficlmente sanno sottrarsi...Di questa storia nera, come il male più nero, avrebbe stupito la mancanza del tragico epilogo...

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  2. Spero di riuscire a pubblicare domani sul blog alcuni pareri psichiatrici, stilati ovviamente dopo l'epilogo tragico. Tuttavia li ritengo molto interessanti per comprendere meglio la personalità del marchese Camillo Casati Stampa.

    Rispondendo alla tua considerazione francamente non ci trovo nulla di "romantico" nelle pagine di Camillo Casati. C'è una forte prevaricazione nei confronti di Anna Fallarino che viene indotta ad avere dei rapporti con i quattro giovani avieri di passaggio attraverso il "ricatto" economico. Ovvero attraverso la mediazione del denaro. Le dice il marito: "se non mi accontenti sarò costretto a non farti passare il tuo prossimo mensile". Non mi sembra che ci sia "complicità" tra i due coniugi, ma solo l'imposizione di una volontà sull'altra perpetrata attraverso il potere del denaro. Insomma uno "scambio" ripagato con un lauto "mensile".
    In tutta questa situazione ci leggo solo una visione "malata" delle relazioni e del mondo... Malata quella di Camillo (dominante), malata quella di Anna (succube).

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  3. "Se solo riuscissi a farle sentire che cosa vuoi dire amare qual­cuno per quello che è, mi accetterebbe, come io ho accettato lei, e il nostro amore così speciale, così unico, sarebbe salvo, potrebbe diventare adamantino, indistruttibile, eterno.
    Ma per rendere un amore eterno, forse non basta accettare o “amare per amore dell’amore”, forse si deve andare oltre, supe­rare i limiti limitanti della vita e passare attraverso le soglie della morte.".
    E' questa la parte dei diari che m'ha fatto parlare di passione amorosa sia pure sfrenata e di romanticismo... E anche ora, rileggendo quel passo, ho come la sensazione che in parte il patologico e il ripugnante un po' si ricatti...Probabilmente mi sbaglio, anzi, sicuramente! Non sarebbe la prima volta che traviso la voglia di rompere noia e senso di vuoto, tipica dei nostri tempi, per richiesta di romanticismo...Leggerò volentieri quel che hai preannunciato...Non si finisce mai d'imparare in che abissi può cadere la psiche degli uomini, specialmente quando si tratta di rapporti fra i due sessi

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  4. La storia dei Casati Stampa mi e' sempre interessata. Tu che ne sai dei diari? E delle foto? Immagino che siano state "abbastanza" requisite.
    Dove hai preso questa pagina, ne puoi postare altre?
    Distinti saluti

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  5. Alcuni stralci dei diari vennero pubblicati all'epoca... Su riviste che hanno cessato le pubblicazioni da decenni... Tipo "Man", "Stop". Molto probabilmente uscirono dalla procura, o da chissà dove... così come oggi escono le trascrizioni delle intercettazioni... Non è stato facile reperirli. Sono praticamente introvabili... Io ci ho messo alcuni anni ad individuarli e a prenderli... Purtroppo non tutti... Devo trovare il tempo di digitalizzarli... In particolare c'è il diario della Fallarino che è interessante. Da quanto sono riuscito a capire Casati Stampa era completamente andato fuori di testa... A suo modo era morbosamente legato ad Anna e non sopportava l'idea che lei si fosse innamorata di Minorenti... Penso di riuscire a postarne altri frammenti...

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  6. Le foto vennero pubblicate sul numero 50 di Cronaca Vera del 16 settembre 1970, quasi interamente dedicato ai Casati Stampa. Trovarlo è praticamente impossibile... Nelle mie ricerche (le ho fatte perché avevo in mente di scrivere degli articoli) mi capitò di incontrare un tipo che voleva vendermi per alcune centinaia di euro le fotocopie di quel numero di Cronaca Vera... E di altre riviste dell'epoca che trattarono il caso... Ovviamente lo mandai a ca.... Ma l'episodio la dice lunga sul fatto che la "morbosità" è contagiosa

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  7. Ciao Colas,
    sono l'ultimo anonimo sopra (mi firmero' mister x- sai che fantasia :-).
    Io piu' che morboso lo faccio per distrarmi...nel '70 avevo circa 2 anni :-). Fai il conto ora ne ho 43. Nella mia vita mi e' capitato di frequentare ambienti come quelli dei casati (cioe' swingers, scambisti, spiagge ecc.). Ma, il fascino per quella storia rimane. Sia perche' sembrano un po' i precursori, sia perche' ai tempi doveva essere eccezionale (oggi e' quasi la routine).
    mister x

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  8. Certo, sotto c'e' una tragedia. Ed una figlia che, da parte sua giustamente, ha cercato di sequestrare e dimenticare tutto. Poi c'e' la storia di Arcore ma anche li' c'entra il solito Berlusconi (oggi e' inflazionato, c'entra dappertutto ;-). Immagino che avrai visto il nuovo libro della Fiumano'. Non so cosa pensare. Ne se si sapra' mai la verita'. Non credo nemmeno ciecamente alle spiegazioni psichiatriche. Grazie comunque per lo scambio d informazioni. Nel frattempo ho letto su internet alcune altre informazioni (in parte non le ricordo gia' piu'...eh eh), mi pare del questore che fece le indagini. Lui sembra sapere delle cose e dei nomi: ma non vuole farli. Mi sembra, da parte sua, una posizione da ammirare. Che dire ancora? Strana storia, per me mitica come quelle dei 70 (quando ero ragazzino ed ero veramente "morboso") tipo la vita sessuale di catherine Millet. O i primi porno introvabili. Buone indagini. E che riposini in pace. Tu l'escluderesti il ricatto come dice la Fiumano'? (la marchesa e Minorenti lo ricattavano ma non erano innamorati?)
    mister x

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  9. Aggiungo ancora una cosa. Mario Moretti. Ricordi quell'assassino delle Brigate Rosse (un tipo che a me pare ambiguo, molto piu' di altri brigatisti per intenderci). Era stato in contatto con i Casati. Qualcuno diceva fosse anche uscito con la figlia. Ma qui si va sul gossip di una persona che ha gia' sofferto abbastanza. In quanto a Moretti e' un brigatista di quelli che definisco "ambigui" perche' non reputo idealisti, alla Gallinari per intenderci (sebbene "sbagliati"), ma in qualche modo infiltrati di "realta' superiori" (come ho letto su un libro di Franceschini).
    mister x

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