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| via Alò Giovannoli |
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| la scena dell'agguato |
Quando sono arrivato a via Giovannoli il corpo era ancora a terra, a pochi metri dall'edicola chiusa, proprio di fronte alla chiesa di San Barnaba, chiusa anch'essa. Erano le 22.00, così mi hanno detto alcuni abitanti delle palazzine scesi in strada a curiosare, quando due colpi di revolver hanno posto fine alla vita di Zhou Zheng, 31 anni, e della figlioletta di 9 mesi.
In quella zona di confine tra Tor Pignattara e il Pigneto la presenza di cinesi è molto forte. C'è una piccola China Town attorno agli esercizi commerciali che hanno sostituito negli ultimi anni le attività storiche del quartiere, chiuse o migrate altrove. Bar,
money transfer, abbigliamento, supermercati, ma anche telefonia e computer. Poi ci sono i locali con la serranda sempre alzata, anche la domenica pomeriggio. Là dentro decine di lavoranti cinesi non abbandonano un attimo le macchine per cucire e sfornano camice, magliette, gonne, jeans che poi chissà dove vanno a finire.
Zhou Zheng e sua moglie Zenghlia di 27 anni, stavano rientrando a casa dopo aver chiuso il loro money transfer in via Antonio Tempesta, a poche centinaia di metri dal luogo del duplice omicidio. Due individui con il casco in testa si sono avvicinati e - secondo quanto ricostruito da
Zenghlia - le avrebbero chiesto di consegnargli la borsa con circa 5.000 euro, ovvero l'incasso della giornata. La giovane donna però si sarebbe rifiutata di dargliela. A quel punto uno dei due l'avrebbe colpita al braccio con un coltello. Nel frattempo
Zhou Zheng avrebbe cercato di difenderla con in braccio la bambina. A quel punto uno dei due individui avrebbe fatto fuoco, senza pietà. Due colpi contro il cinese e la sua bambina. Poi avrebbe strappato dalle mani della donna la borsa.
Zhou Zheng, colpito all’addome ed è morto sul colpo. La piccola, ferita alla testa è morta nell'ambulanza mentre le stavano prestando i primi soccorsi.
"Al momento - mi ha detto il comandante della locale stazione dei Carabinieri - stiamo seguendo tutte le piste".
Stamane, quando sono ripassato di là, c'erano al solito tanti cronisti. Inseguivano con le telecamere i cinesi di passaggio, senza ottenere risposte. Tor Pignattara è stata per anni il crocevia del gioco d'azzardo, delle scommesse clandestine, delle sale biliardo. Tra i caseggiati degli anni '30, confusi con quelli venuti su con il "sacco di Roma" degli anni '60, si nascondono ancora "bische clandestine" e sale dove si può scommettere su qualsiasi cosa. Da qualche anno però l'atmosfera è cambiata e i vecchi protagonisti del crimine sono stati sostituiti da altri. L'alta presenza di immigrati clandestini e in particolare l'arrivo di soggetti disposti ad accettare qualsiasi incarico pur di guadagnare, ha favorito lo "spaccio". Tor Pignattara è così diventata uno dei luoghi della città dove la criminalità romana gestisce la distribuzione delle "bustine" ai piccoli spacciatori. Ma gli equilibri stanno cambiando ancora. Nell'ultimo anno ci sono stati altri agguati. Per lo più accoltellamenti e regolamenti di conti tra piccole bande di estorsori e spacciatori, è la prima volta che si verifica una rapina con due vittime. Ora bisognerà capire se a compierla sono state due "belve", oppure se c'è dell'altro, perché la comunità cinese vive appartata rispetto alle altre. Ha le sue regole e i suoi riti. Speriamo che questo episodio tragico non segni l'inizio di una guerra per il controllo del territorio. E soprattutto speriamo di poter vedere presto il volto dei due assassini.
di Igor Patruno
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| via Giovanni Maggi |
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| cartellone pubblicitario attaccato al muro della chiesa |
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| via Augusto Dulceri |
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